Il punteggio che determina la tua posizione nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze nasce dalla somma di tre elementi distinti. Capire come si costruisce ciascuno di essi aiuta a evitare sorprese al momento della domanda.
È il punto di partenza, calcolato sul voto del titolo con cui accedi alla graduatoria (laurea, diploma o abilitazione). Il meccanismo tipico previsto dalle tabelle parte da un punteggio base per il voto minimo, con un incremento per ogni punto di voto in più, fino a un massimo. Chi ha conseguito la lode riceve un piccolo bonus aggiuntivo.
Master, corsi di perfezionamento, dottorato di ricerca, certificazioni linguistiche e informatiche: ciascuno vale un punteggio specifico, entro tetti massimi previsti dalle tabelle. Un dettaglio da non sottovalutare: le certificazioni informatiche sono valutabili solo se rilasciate da enti accreditati Accredia secondo i framework riconosciuti (DigComp, DigCompEdu) — una certificazione non accreditata rischia di non essere conteggiata.
È spesso la componente che pesa di più. Si distingue tra servizio specifico (prestato sulla stessa classe di concorso o sullo stesso tipo di posto della graduatoria) e servizio aspecifico (su un profilo diverso), valutati con punteggi differenti. Il servizio specifico vale generalmente di più, con un tetto massimo di punti riconoscibili per ogni anno scolastico.
Le tabelle di valutazione non sono uniche: cambiano in base alla fascia (prima o seconda), al grado scolastico e alla tipologia di posto (comune, sostegno, insegnante tecnico-pratico). Prima di fare qualsiasi calcolo, individua la tabella che si applica esattamente al tuo caso.
Va inoltre ricordato che il calcolo che fai da solo resta una stima. Il punteggio definitivo viene sempre validato dall'Ufficio Scolastico Territoriale competente, che può correggere titoli dichiarati in modo impreciso o non correttamente documentati.